giovedì 10 marzo 2016

IL PROIETTORE

prendete “la pellicola” che vi interessa, la inserite nel vostro proiettore
e lì la fate girare in modo sistematico e continuo. 

Che i pensieri qualche volta partano pure per la tangente, che vi si incuneino
pure dei quadri negativi, non importa! Non lottate con questi
fenomeni ma occupatevi invece di ritornare ancora e ancora
una volta sul vostro scenario prediletto. Risulterà così che un
bel giorno vedrete scorrere nella vostra realtà la stessa pellicola che
avete fatto girare nel vostro proiettore virtuale.

Non importa nemmeno come pronuncerete le vostre forme pensiero,
se ad alta voce o mentalmente. Le parole sono secondarie,
sono solo uno spostamento d’aria. Hanno valore solo i pensieri, e
per giunta solo quelli che vengono trasmessi sistematicamente e costantemente.
Se comincerete ad andarvene in giro, dalla mattina
alla sera, come una telericevente ambulante a trasmettere uno stesso
o alcuni programmi selezionati e fissati, lo strato del vostro mondo
progressivamente arriverà ad assumere la configurazione prescelta.
Ribadisco il concetto: le forme-pensiero devono essere trasmesse

sistematicamente. Si tratta di un lavoro reale, concreto, non
di un vagabondaggio tra le nuvole. Ed è questo l’unico segreto
che dovete conoscere, che segreto, poi, proprio non è. Non c’è
infatti alcun mistero. Tutta la difficoltà sta nel fatto che il risultato
non compare subito e che bisogna avere pazienza e tenacia
nell’inviare all’Universo, inflessibilmente, e pur anche alla cieca,
come potrà sembrare in un primo momento, la propria, giusta
configurazione. E bisognerà farlo nonostante là, per il momento,
avvengano cose completamente diverse da quelle desiderate.
Sarà ancora bene tener presente che i pensieri, quelli che
vengono proiettati meccanicamente, in modo inconsapevole
e sconsiderato, non hanno un gran vigore. L’intenzione esterna
viene innescata solo dai pensieri che provengono dal cuore,
pronunciati con sentimento, nell’unità di anima e ragione.

Vadim Zeland

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