lunedì 13 agosto 2018

La domanda più importante da porsi

In base alla visione che abbiamo di ciò che osserviamo, noi creiamo quella realtà.La questione quindi è come guardo le cose.Einstein disse che la domanda più importante da porsi era la seguente:

“Vivo in un universo amichevole od ostile?”

Il modo in cui voi considerate l’universo influenza tutte le esperienze di vita che farete. Quando cambiate il modo di vedere le cose, le cose cambiano letteralmente.


Wayne Dyer

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SEI COME PENSI DI ESSERE

"Un uomo inizia a essere un uomo quando smette di lamentarsi e ingiuriare, e inizia a cercare la giustizia nascosta che regola la sua vita. E adatta la sua mente a quel fattore regolante, smette di accusare gli altri di essere la causa della sua condizione e cresce sotto l’influsso di pensieri forti e nobili; smette di ribellarsi alle circostanze, piuttosto inizia a utilizzarle per fare progressi più rapidi e come mezzo per scoprire i poteri nascosti e le possibilità dentro di sé. La legge, non la confusione, è il principio dominante nell’universo; la giustizia, non l’ingiustizia, è l’anima e la sostanza della vita."


"Coloro che vivono nella paura della malattia sono quelli che si ammalano. L’ansia demoralizza velocemente tutto il corpo, e lo lascia aperto a ricevere le malattie, mentre i pensieri impuri, anche quando non sono attuati fisicamente, prima o poi distruggono il sistema nervoso. I pensieri forti, puri e felici donano al corpo vigore e grazia. Il corpo è uno strumento delicato e plastico, che risponde prontamente ai pensieri che lasciano la loro impronta, e le abitudini di pensiero daranno i loro effetti, positivi o negativi, su di esso. Gli uomini continueranno ad avere sangue impuro e avvelenato fintanto che propagheranno pensieri sporchi. Dai cuori puliti viene una vita pulita e un corpo pulito. Da una mente contaminata proviene una vita contaminata e un corpo corrotto. Il pensiero è la fonte dell’azione, della vita e della manifestazione; purifica la fontana e tutto sarà puro."


"Un uomo dovrebbe immaginare uno scopo legittimo nel suo cuore, e darsi da fare per realizzarlo.Dovrebbe rendere questo scopo il punto centrale dei suoi pensieri. Potrebbe prendere la forma di un ideale spirituale, o potrebbe essere un obiettivo di questo mondo, a seconda della sua natura al momento.Qualunque esso sia, egli dovrebbe focalizzare fermamente le sue forze di pensiero sull’obiettivo che ha posto dinanzi a sé. Dovrebbe rendere questo scopo il suo dovere supremo e dovrebbe dedicare se stesso alla sua realizzazione, non lasciando che i pensieri vaghino in fantasie, desideri e voli pindarici effimeri."

"Avendo immaginato uno scopo, un uomo dovrebbe tracciare mentalmente un sentiero diretto verso la sua realizzazione, senza guardare né a destra né a sinistra.I dubbi e le paure dovrebbero esser rigorosamente esclusi.Sono gli elementi disgreganti che spezzano la linea retta dello sforzo, deviandolo, e rendendolo inefficace e inutile. I pensieri di dubbio e paura non potranno mai realizzare qualcosa. Portano sempre al fallimento. Scopo, energia, potere di fare e tutti i pensieri forti si interrompono quando il dubbio e la paura si fanno vivi."

"La voglia di fare nasce dalla consapevolezza che si può fare. Il dubbio e la paura sono i principali nemici della consapevolezza, e colui che li incoraggia, che non li distrugge, si ostacola da solo a ogni passo."

"L’uomo calmo, avendo imparato a governare se stesso, sa come adattarsi agli altri. E gli altri in cambio ammirano la sua forza di spirito.Sentono di poter imparare da lui e si affidano a lui. Più un uomo diventa tranquillo, maggiore sarà il suo successo, la sua influenza, il suo potere per fare il bene. Persino il comune commerciante vedrà crescere in prosperità i suoi affari man mano che svilupperà un maggiore autocontrollo e una maggiore serenità d’animo, poiché le persone preferiranno sempre avere a che fare con un uomo il cui contegno è imparziale."




James Allen
SEI COME PENSI DI ESSERE
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domenica 12 agosto 2018

CREA LA TUA VITA FELICE

"Un individuo perde il controllo del proprio destino quando perde il controllo di questo dato: che lui lo mette in opera con le idee. Perde tutto, quando è a corto di idee. Se si potessero convincere tutti a non aver idee di qualsiasi genere, si avrebbero degli schiavi. E molto presto, da allora in poi, non vi sarebbe più alcun mondo o universo o qualsiasi altra cosa per quella gente. ...


"Se la tua vita non è sufficientemente romantica, perché non t’inventi qualche storia d'amore? Se la tua vita è infelice, perché non t’inventi qualche felicità? È l'unica felicità che potrai mai avere. Se la tua vita non è piena di avventura, inventane una, se ti piace. Una persona ha poca avventura se non se l’inventa; un individuo ha poca felicità, se ha perso il potere di crearla".

L. Ron Hubbard

“An individual loses control of his own destiny when an individual loses control of this datum: that he puts it there with ideas. He runs out of everything when he runs out of ideas. If you could convince everybody that they had no ideas of any character, you would then have slaves. And very shortly, thereafter, you wouldn't have any world or universe or anything else for those people. ...

“If your life is insufficiently romantic, why don't you invent some romance? If your life is unhappy, why don't you invent some happiness? It's the only happiness you'll ever know. If your life isn't replete with adventure, invent some, if you please. A person has as little adventure as he is incapable of inventing it; an individual has as little happiness as he has lost the power to create it.”

L. Ron Hubbard
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venerdì 10 agosto 2018

LAVORO E GIOCO

"La sola differenza tra lavoro e gioco è la considerazione. Se considerate di stare lavorando, state lavorando. Se considerate di star giocando, state giocando.


Se tutti quanti attorno a voi considerano che ciò che state facendo è lavoro, alla fine anche voi vi farete l'idea che sia lavoro, perché quella è la cosa su cui c'è accordo. Se tutti quelli intorno a voi decidono che 'la gente dovrebbe lavorare, le persone oneste lavorano' e voi state solo giocando, allora voi alla fine dimostrerete loro, con un sacco di rughe sulla fronte, che quanto state facendo, in realtà, è lavoro. ...

Perciò, potreste dire che qualcosa è un gioco o che qualcosa è un'impresa ardua, orribile e seria. Potreste dire che questo è un gioco o che questa è la vita, con ciò intendereste che la vita è seria e che un gioco è solo divertimento.

Se doveste definire, comunque, la vita come un'attività seria, dovreste allora... allora dovreste dire che la vita non è un gioco, che la vita è lavoro, che è ardua e seria, e che c'è qualcosa che non va in essa. Beh, vi dirò che cosa non va in essa. Non è più un gioco, è vita. Avete preso questo gioco chiamato 'gioco' e gli avete cambiato il nome in 'vita'. E la vita deve essere seria. Questo è il trucco che è successo e nient'altro. Ce l'avete ancora, un gioco."

L. Ron Hubbard
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giovedì 9 agosto 2018

"Non voler essere apprezzato o ammirato...

"Non voler essere apprezzato o ammirato. Non te ne deve importare niente. Perché se comincia a importartene, non sarai piaciuto o ammirato. L'unico modo per essere veramente apprezzati e ammirati non è quello di preoccuparsi se sei amato o ammirato, ma di comportarti in qualsiasi modo tu voglia. E rimarrai sorpreso dal fatto che molte persone ti apprezzeranno e ti ammireranno, ma non è questo il motivo per cui ti devi comportare come ti pare. Ti comporti come ti pare e come dovresti perché è onesto. Vedi, è una specie di bugia essere una cosa e agire come un’altra solo perché è educato”.


L. Ron Hubbard

Tratto dalla conferenza “Il codice di comportamento” del 18 febbraio 1952.

“Don’t desire to be liked or admired. Don’t give a damn. Because if you start giving a damn, you won’t be liked or admired. The only way to really be liked and admired is not to care whether you’re liked or admired and to act most any way you please. And you’ll be surprised how many people will like and admire you, but that isn’t why you act the way you please. You act the way you please and as you should because it’s honest to. See, it’s kind of a lie to be one thing and act like another just because it’s polite.”

L. Ron Hubbard

Lecture The Code of Behavior, 18 Feb 1952

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martedì 7 agosto 2018

I MODELLI DIMOSTRATIVI

Nella teoria del Transurfing ci sono diversi modelli “dimostrativi” che illustrano come questo funzioni. Uno di essi è stato creato in analogia al procedimento di sintonizzazione della radio su una frequenza: le persone capitano su quella linea della vita i cui parametri corrispondono all’“emissione mentale” che hanno in testa. In altre parole, ci si trova nella realtà corrispondente alla frequenza d’onda su cui ci si è sintonizzati.

Faccio notare che i termini “emissione mentale” ed “energia del pensiero”, usati nei primi libri, non sono pienamente corretti e servono più a facilitare la comprensione del concetto che a spiegare la struttura del mondo. Ci dimentichiamo sempre di trovarci in piedi di fronte allo specchio del mondo, per questo molte cose ci sembrano girate a testa in giù. Ripeto, noi non “emettiamo pensieri”, ma facciamo esattamente il contrario, ci colleghiamo ad essi poiché essi si trovano lì dove devono essere gli oggetti non materiali, nello spazio metafisico. Come avvenga esattamente questo collegamento nessuno lo sa.

Per farsi un’idea del processo, si può dire che all’inizio è come se illuminassimo con la torcia della nostra attenzione un certo settore dello spazio delle varianti e intercettassimo le informazioni lì presenti, ragion per cui ci sembra che i pensieri nascano nella nostra testa; in seguito, se quest’illuminazione viene fatta durare per un tempo piuttosto lungo, succede che la forma-pensiero corrispondente si incarna nella realtà, si materializza.

Un altro modello utilizzato nel Transurfing è quello dello specchio. La realtà che ci circonda è l’immagine speculare (se non proprio precisamente speculare, ad essa si avvicina molto) di ciò che si trova nei nostri pensieri. E qui è tutto molto semplice: il compito di ciascuno è solo quello di formare quell’immagine che vuole vedere nello specchio. Se volete vedere una faccia felice, vi basterà sorridere; se volete che l’immagine riflessa vi venga incontro, vi basterà fare un passo in avanti. Tuttavia, la difficoltà sta nel fatto che gli uomini cadono facilmente prigionieri dell’illusione speculare. Come incantati, senza staccare gli occhi, fissano lo specchio, cioè la realtà che li circonda. Ed esattamente come succede in sogno, si dimenticano di se stessi e della propria immagine di partenza, non si ricordano che dovrebbero seguirla e mantenerla consapevolmente nella forma desiderata.

Sembrerebbe che non ci sia nulla di difficile in questo processo, non è così? Basta distogliere l’attenzione dallo specchio, reindirizzarla verso l’immagine di partenza, formare l’immagine che si vuole vedere e poi osservare quello che succede nel riflesso. Ma no, l’uomo fa esattamente il contrario: di fronte alla “dura realtà” si spaventa, crede che sia veramente così e così sempre sarà, si fissa un modello mentale e vive in questa realtà triste, senza avere la forza di distogliere lo sguardo dallo specchio e dirigerlo su di sé, sui suoi pensieri, e trovare lì un tasto da schiacciare per cambiare.

Anche in questo caso si pone l’annosa questione: che cosa possiamo fare? La prima cosa da fare è mantenere la consapevolezza, fare in modo che lo specchio non ci trascini nel suo incantesimo come in un sogno. In secondo luogo occorre guardare non lo specchio, ma se stessi. Solo se si osservano queste due condizioni, la realtà circostante, cioè lo strato del vostro mondo, comincerà a cedere, non da subito, ma a poco a poco. L’importante è tenere costantemente e fermamente nei propri pensieri l’immagine desiderata, indipendentemente da quello che sta accadendo nella realtà. Comunque l’immagine riflessa, alla fin fine, si conformerà all’immagine di partenza. Non ha altra scelta!

più vi piace. Quando la vostra attenzione, o consapevolmente e con perseveranza, o involontariamente e con insistenza, è fissata su una certa immagine mentale, la realtà che vi sta intorno comincia a trasformarsi. Accadono cose strane. L’oggetto su cui concentrate la vostra attenzione comincia letteralmente a invadere il vostro mondo e a capitarvi sempre sotto gli occhi. Gli altri fenomeni del mondo, invece, non occupando più i vostri pensieri, finiscono per scomparire da qualche parte, senza lasciar traccia. Come può succedere una cosa del genere? La realtà non è forse una per tutti?

Non esattamente. È vero, la realtà è una sola, ma ognuno in questa realtà ha il suo strato singolo, separato da quello degli altri. Non è la realtà generale a cambiare, ma la configurazione dello strato del mondo di ognuno. Al vostro fianco un’altra persona può esistere in una realtà completamente diversa. È una cosa che può sembrare incredibile, ma è davvero così. Il mondo intero è molto eterogeneo e questa varietà basta per una moltitudine di possibili configurazioni per ogni singolo strato. Con i vostri pensieri vi costruite una versione unica e personalizzata del vostro mondo. Lì è incluso o escluso ciò che è rispettivamente presente o assente nei vostri pensieri.

V.Z.

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RICEVITORI E TRASMETTITORI

La generazione Z preferisce trovarsi nella realtà virtuale, trasformando al contempo anche la sua vita in un videogame. Qui ci sono la comunicazione, i fini e le possibilità nte, quelle surrogate. Ma nella realtà tangibile tocca comunque immergersi, presto o tardi. E lì è in corso la lotta per un posto al sole, e le regole di sopravvivenza sono molto pià dure. È qui che sorge la tragica contraddizione: c’è una montagna di desideri e di necessità, voglio la macchina, una casa di proprietà, un lavoro di prestigio, viaggiare. Voglio.

Ma dove sono le possibilità reali per questo “voglio”? Non ce ne sono! È tutto surrogato. Fare qualcosa con le proprie mani, o farsi venire in mente qualche idea o almeno andare a lanciare la canna da pesca per prendere un pesce tangibile, reale, tutto ciò non c’è: non lo so fare e non ci ho mai provato. Succede così che la vita SCORRE, viene persa in un assurdo cincischiare nella sabbiera.

E, cosa importante, a vantaggio di chi? Del sistema e dei suoi unici rappresentanti che si sono comunque elevati oltre il livello della massa grigia dei consumatori e che hanno cervello e consapevolezza a sufficienza per costruire le sabbiere e pascolare lì tutti gli altri.

E allora, come uscire dalla massa grigia e uniforme? Il primo e più importante passo, lo ripetiamo, è:

Scardinare il principio della società.

Smettere di credere che “se tutti pensano e fanno così, vuol dire che è giusto”. Uscire dai ranghi. Smettere di marciare dietro al successo surrogato altrui e dirigersi alla ricerca del proprio. Colui che esce dai ranghi ottiene sempre dei privilegi:
  • Guardare dall’esterno e vedere dove stanno marciando tutti gli altri.
  • Liberarsi dalle mollette e dagli stereotipi della società.
  • Imparare a vedere e a capire quello che gli altri non vedono
    e non capiscono.
  • Smettere, infine, di aspirare a essere il migliore, per diventa-
    re invece l’unico.


Utilizzare la rete ai propri fini. La rete vi utilizza, non è vero? Ebbene, utilizzatela anche voi, se ciò può aiutarvi a realizzare le vostre idee, o quanto meno allo scopo di osservare consapevolmente quello che sta succedendo. Navigare in rete così, semplicemente, non ha alcun senso. Il compito è quello di condurre il proprio gioco, occuparsi della propria gestione e non di finire sotto il controllo esterno, nella parte di pedina dei giochi e delle iniziative degli altri.


Posizionarsi in un regime di osservazione. Essere non assorbitori di informazioni ma osservatori. Se vi trovate in rete, evitate di immergervi fino al collo nel mare delle informazioni, osservate consapevolmente e impassabilmente quello che sta succedendo. Uscire dai ranghi non significa affatto abbandonare per sempre la rete o smettere di guardare la TV. Se ci si isola completamente dall’informazione esterna, si rischia di svegliarsi un bel giorno in un mondo altro, sconosciuto. Uscire dai ranghi significa, innanzitutto, posizionarsi in un regime di osservazione lucida e consapevole standosene in disparte. Se vi orientate nel Transurfing, dovreste capire di che cosa si tratta.

Passare a un regime di trasmissione. Essere non consumatori ma creatori di informazione. Se siete in rete, trasmettete lì il vostro film. Il vostro film non sono le vostre “clip” fatte col cellulare, ma la vostra autorealizzazione, le vostre capacità, le vostre creazioni, la vostra missione. Non è un guaio se le vostre creazioni non otterranno subito una valutazione meritevole nella colonia di uccelli. Può darsi che una giusta valutazione venga data più tardi, o in un’altra arena, o in un’altra sala. Il principio fondamentale è essere non ricevitori ma trasmettitori, ovunque ci si trovi, in ogni tipo di attività. Se la vostra essenza e il modo della vostra esistenza è la trasmissione, otterrete inevitabilmente successo, presto o tardi. Otterrete successo già solo perché i trasmettitori sono unità, mentre i ricevitori sono miliardi.

Dosare l’informazione. Di questo abbiamo già parlato. C’è una piccola sfumatura. Se non si leggono i libri, come fa la maggior parte dei consumatori, e si guardano solo i film, la TV e i video, l’abilità di visualizzazione verrà gradualmente perduta. All’atto di leggere o ascoltare, nel vostro schermo interiore si forma un’immagine, mentalmente vi rappresentate il soggetto letto. Se solo guardate lo schermo esterno, la necessità di quello interno viene meno. Ciò che non viene usato si atrofizza, per questo è consigliabile non trascurare la lettura o l’ascolto dei libri (però un libro come questo non andrebbe ascoltato ma letto, quanto meno la prima volta, perché nell’ascolto molti significati si perdebbero).

Comunicare con i compagni di idee. Con coloro che, del pari vostro, sono usciti dai ranghi. Si tratterà non di nuovi ranghi o di un’altra colonia di pennuti, perché di compagni di idee non ne troverete così tanti. Però con questi pochi condividerete i vantaggi e la Forza. In compagnia di chi la pensa come voi troverete sostegno e appoggio, e non solo lì.

Trovare appoggio in se stessi. Rimuovere la dipendenza dal cibo sintetico, liberarsi dalla dipendenza delle informazioni, oc- cuparsi del proprio corpo e del proprio potenziale energetico. Una persona sana e libera con un alto potenziale energetico e una coscienza chiara troverà facilmente il baricentro in se stesso, poiché è fatta a immagine e somiglianza di Dio, e queste non sono parole vuote. Il processo di creazione del vostro mondo vi darà appoggio, Forza, e vi condurrà lungo il vostro cammino.

VZ
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domenica 5 agosto 2018

se vuoi vivere meglio, raccontati favole migliori


«... la tua gioia non dipenderà dalla tua giovinezza o dal tuo corpo. Dipenderà dalla tua eterna identità. Un’identità destinata a crescere e svilupparsi. A cambiare. A non morire mai. Perché la tua identità non conosce né tempo, né spazio. Non dipendi dalla tua immagine fisica. Sei luce e come tale ti muovi nell’universo. Dal corpo proietti energia all’esterno per creare il mondo fisico. Se vorrai cambiare la realtà in cui ti trovi dovrai cambiare il tuo mondo interiore. Dovrai cambiare ciò che proietterai. 

Tu esisti da sempre e per sempre sarai. Questo è il significato dell’esistenza. L’energia che regna ovunque è anche in te perché tu sei parte di tutto ciò che è!» (Tratto dal saggio “In viaggio verso te” di Mocciola e De Amicis)

Non è la parte razionale a guidare le nostre vite, anche se potrebbe sembrare. È il nostro subconscio, è quella lavagna dove ci sono scritte un sacco di cose in maniera disordinata. Se non la pulisci e non la riscrivi, la tua vita naufragherà nell’indesiderato perché se non sai ciò che vuoi, la vita ti darà ciò che non vuoi.

“Fino a quando non avrai reso conscio l’inconscio, quest’ultimo dirigerà la tua

vita e tu lo chiamerai “destino” (Carl Jung)

PS: se vuoi vivere meglio, raccontati favole migliori




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venerdì 3 agosto 2018

IL TERZO OCCHIO

Chiudi gli occhi, poi focalizzali in un punto proprio al centro delle sopracciglia, come se stessi guardando quel punto con gli occhi. Dai ad esso la tua attenzione totale.
Al punto giusto, improvvisamente i tuoi occhi rimarranno come attaccati. E se la tua attenzione è in quel punto, sperimenterai un fenomeno molto strano: per la prima volta vedrai i pensieri scorrere davanti a te, e tu diventerai il testimone. È proprio come lo schermo di un film: i pensieri scorrono e tu li osservi.

Di solito non sei un testimone, sei identificato con i pensieri. Se c’è rabbia, diventi rabbia. Se un pensiero emerge, non sei un testimone, ma diventi tutt’uno con quel pensiero, t’identifichi e cominci a muoverti insieme ad esso. Diventi il pensiero, prendi la forma del pensiero. Quando c’è sesso diventi sesso, quando c’è rabbia diventi rabbia, quando c’è avidità diventi avidità. Qualunque pensiero emerga, diventa identificato con te; non c’è discontinuità tra te e il pensiero.
Ma se focalizzi la tua attenzione nel terzo occhio, di colpo diventi un testimone. Tramite il terzo occhio puoi vedere i pensieri scorrere come fossero nuvole in cielo, o persone che passano per la strada.” (Osho)
Che cos’è il Terzo Occhio? Il Terzo Occhio o Ajna Chakra, conosciuto anche come occhio interno o sesto chakra, è situato in mezzo alle sopracciglia, tra gli occhi spostato un po’ più in alto. È collegato alla ghiandola pineale, che nella maggior parte delle persone è atrofizzata e dormiente.
Il Terzo Occhio è la sede della visione astrale. Aprirlo significa ottenere la facoltà della chiaroveggenza, la possibilità di vedere l’aura, ma anche visioni e precognizione e l’accesso ad una consapevolezza superiore. Questo chakra permette la visualizzazione e la proiezione di noi stessi nel futuro, la creazione di progetti, la creatività, la capacità di sviluppare percezioni extrasensoriali.

Osho



... non identificatevi ... siate un testimone, un osservatore. Allora, se vi riesce di essere testimoni, sarete focalizzati nel terzo occhio. ... anche l'opposto è possibile. Se siete focalizzati nel terzo occhio, diventerete un testimone.

... focalizzati nel centro del terzo occhio la vostra immaginazione diventa potente, efficace. Ecco perché si è insistito così tanto sulla purezza ...

Rajneesh (Osho)

***

Lo spazio tra i nostri due occhi (terzo occhio) non è uno spazio delimitato nel vostro corpo fisico. E' lo spazio infinito che è penetrato in voi. Una volta che questo spazio venga conosciuto, non sarete più la stessa persona. Non appena conoscerete questo spazio interiore, avrete conosciuto l'immortale. Allora non c'è più alcuna morte.

Rajneesh (Osho)

Se per un'ora al giorno fissi una fiamma e pratichi questa tecnica per alcuni mesi, il tuo terzo occhio inizia a funzionare alla perfezione. Diventi più attento, più luminoso.

Rajneesh (Osho)

Neuro acustica brano da ascoltare per attivare il terzo occhio
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giovedì 2 agosto 2018

La biorisonanza delle frequenze dell’ascensione

Le frequenze dell'ascensione (i toni del solfeggio) sono come dei diapason che servono per la sintonizzazione dei nostri centri energetici. Erano conosciute già nell'antico Egitto e nell'antica Grecia.
La musica delle Frequenze dell'Ascensione fu riscoperta dal dott. Josef Puleo che fece uno studio sui canti gregoriani e scoprì che questi possedevano una straordinaria potenza curativa grazie all'arrangiamento dei sei toni di solfeggio.
Queste frequenze armonizzano il campo bioenergetico umano entrando in risonanza con i suoi centri bioenergetici. Si possono usare per far partire il meccanismo dell'autoregolazione del nostro organismo.
In questo programma si usano le 9 Frequenze, e precisamente: 174 Hz, 285 Hz, 396 Hz, 417 Hz, 528 Hz, 741 Hz, 639 Hz, 852 Hz e 936 Hz. Ogni frequenza è riprodotta per 3 minuti, e la lunghezza del programma è di 27 minuti.


Il programma «La biorisonanza delle frequenze dell'ascensione» è armonizzato con la frequenza 7.83 Hz (la risonanza di Schumann).
Ogni tono corrisponde alla propria frequenza.

Le prime tre sono collegate al Subconscio (174 Hz, 285 Hz, 396 Hz). Favoriscono la liberazione dalle vibrazioni della paura, della colpa, dei complessi radicati nel subconscio.
Le frequenze successive influenzano i centri che vanno dal diaframma fino al settimo chakra.
417 Hz – la rimozione dei blocchi, dei condizionamenti, delle abitudini, l' apertura della coscienza per un cambiamento.
528 Hz – la trasformazione e il miracolo (la guarigione al livello del DNA).
639 Hz – la comunicazione, la connessione, le relazioni.
741 Hz - il risveglio dell'intuito.
852 Hz – la cancellazione degli stereotipi, il ripristino delle connessioni neuronali.
963 Hz – il centro dell'armonia spirituale, la connessione alle forze superiori.


Nel programma si adoperano delle armoniche di biorisonanza che facilitano la sintonizzazione del corpo e della coscienza sulle vibrazioni che contiene il programma. Il programma sarà utile a tutti senza eccezioni – è un diapason universale capace di armonizzare l'organismo e la coscienza!

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mercoledì 1 agosto 2018

VISUALIZZAZIONE BENEFICA






SEI TU CHE LE ATTRAi