sabato 18 ottobre 2014

Attenzione al broker 4XP



Mi ha scritto un mio studente per avvertirmi di quello che era successo con il broker 4XP, un broker alle Isole Vergini, per quanto ne so. Per farla breve il broker ha chiuso e non ha più restituito i soldi a nessuno.

Onestamente non so in questi casi cosa si può fare. Sicuramente possiamo parlarne per evitare che altri brucino i propri risparmi con queste società organizzate per frodare i propri clienti. Oltretutto in un mercato non regolamentato come il Forex, questo può essere particolarmente facile, specie se il broker si trova in qualche paese del cazzo!! Scusate la sincerità.

Come dico sempre non dovete accettare consigli dai broker, quando un broker vi dice, “ti apro il conto e ti do io i segnali”, significa che vuole fregarvi. Se vi dice “ti dò un bonus di xxx”, voi dovete denuncialo via internet. I bonus sono una cazzata organizzata per sedurvi.

Negli ultimi anni ho sentito troppe storie di questo tipo, dove si perdono soldi a causa dei broker (broker con sedi a Cipro, Gibilterra, Isole Vergini, Panama, etc) si perdono soldi senza aver studiato prima. Questa cosa non la dovete accettare. Basta fare cosi!

Il broker per essere affidabile deve avere sede in un paese con un organo di vigilanza. Per esempio MIG Bank è una banca Svizzera dedicata solo al trading sul forex, MIG Capital/SwissQuote è parte sempre di una banca Svizzera e ha sede per i clienti europei in Inghilterra. Questi sono paesi dove se imbrogli i clienti ti buttano in galera a vita!! Ci sono organi di vigilanza e il trading sul forex diventa un’attività sicura. Guardate sempre prima il paese dove c’è la sede e se i broker hanno la licenza per operare in quei paesi.

Lo stesso vale chiaramente per i broker di opzioni binarie, che ultimamente vanno molto di moda, e che io detesto con tutte le mie forze.

Adesso tutti quelli che hanno avuto brutte esperienze con i broker, possono scrivere in questo post la loro esperienza affinché altri possano leggere per non fare gli stessi madornali errori.

Inoltre pare che adesso gli stessi signori di 4XP stiano operando sotto un’altro nome, se lo sapere segnalatelo pure quì.
Fonte
http://stefanomastria.com/blog/attenzione-al-broker-4xp/

venerdì 3 ottobre 2014

Newsletter #4: Cos'ho imparato dagli americani


Comunicazione "made in USA"
Come forse già saprai, quest'estate ho trascorso tre settimane negli Stati Uniti.
A parte i luoghi meravigliosi che ho visitato e le persone interessanti che ho incontrato, penso di poter dire di avere imparato qualcosa anche in termini di comunicazione e marketing. Provo a riassumere:

1) Go big or go home
È uno degli aspetti più evidenti della cultura americana: lì tutto è più grosso, più evidente, più esagerato. Non bisogna fare i timidi, e non bisogna avere paura di diffondere il proprio messaggio.


2) Be friendly
Gli americani sono un popolo davvero affabile, che tende a personalizzare il prima possibile un rapporto, dal ragazzo in ascensore che ti chiede se ti trovi bene a Las Vegas al commesso della farmacia di uno sperduto paesino californiano che è curioso di sapere se sei in visita a qualche parente. Essere più diretti, aperti e un po' più informali con il proprio target di riferimento può rivelarsi anche per noi una strategia vincente.


3) Be direct
A che cosa servono l'esagerazione e l'affabilità, se non a vendere/vendersi in modo efficace e diretto? Non bisogna avere paura di arrivare subito al punto, soprattutto in una situazione professionale in cui i ruoli sono ben definiti: se sai già che ti voglio vendere qualcosa, allora non hai bisogno che ci giri troppo intorno prima di esporti quale penso sia il tuo bisogno e come ritengo di poterlo soddisfare.


BONUS: L'importanza di una singola parola
Lo ammetto: prima di questo viaggio, non conoscevo l'espressionefacial tissues per indicare i fazzoletti di carta. Così, quando una commessa di un supermercato texano ha sgranato dopo che le avevo chiesto in quale corsia avrei trovato gli handkerchieves(termine che, a quanto pare, viene usato solo per i fazzoletti di tessuto), ho capito che una sola parola fuori posto stava mettendo a serio rischio la possibilità di comunicare tra di noi. Ti ricorda qualcosa?


Tu che cos'ha imparato quest'estate?
Pensi anche tu che culture diverse dalla nostra possano comunque insegnarci qualcosa in termini di comunicazione?

Per ora è tutto: ti ringrazio per l'attenzione e, come sempre, ti auguro un mese di comunicazioni "chiare"! :)

Chiara


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sabato 27 settembre 2014

Il principio di Pareto o legge 80|20

Nel 1897 Pareto, studiando la distribuzione dei redditi, dimostrò che in una data regione solo pochi individui possedevano la maggior parte della ricchezza. Questa osservazione ispirò la cosiddetta "legge 80/20", una legge empirica che fu poi riformulata anche da Joseph M. Juran[1][2], ma che è nota anche con il nome di principio di Pareto (o principio della scarsità dei fattori), e che è sintetizzabile nell'affermazione: la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause (considerando grandi numeri). Questo principio, in realtà, è il risultato della distribuzione paretiana.
Naturalmente i valori 80% e 20% sono ottenuti mediante osservazioni empiriche e sono solo indicativi, ma è interessante notare come numerosi fenomeni abbiano una distribuzione statistica in linea con questi valori. A titolo di esempio si noti come la distribuzione mondiale del reddito procapite si avvicini a tali valori:


Questo principio può avere diverse applicazioni pratiche in diversi settori, ad esempio:
  • economia: l'80% delle ricchezze è in mano al 20% della popolazione; il 20% dei venditori fa l'80% delle vendite; per treni e aerei l'80% dei ricavi deriva da un 20% di rotte non in perdita; l'80% del deficit sanitario italiano è localizzato in un 20% di ASL sparse sul territorio.
  • qualità: il 20% dei tipi possibili di guasto in un processo produttivo genera l'80% delle non conformità totali. Oppure: l'80% dei reclami proviene dal 20% dei clienti.
  • informatica: l'80% del tempo di esecuzione è impiegato solo dal 20% delle istruzioni di un programma; l'80% delle operazioni degli utenti sono dovute al 20% delle funzioni a disposizione di un applicativo; l'80% degli errori di codifica è riconducibile al 20% dei moduli; l'80% dei visitatori di un sito vede solo il 20% delle pagine.
  • controllo di gestione: l'80% dei costi è determinato dal 20% delle attività svolte; l'80% del valore del magazzino è determinato dal 20% degli articoli totali.
Esistono esempi che seguono la legge di Pareto in modo ricorsivo (e in matematica possono rappresentare casi di frattali): ad esempio, un mercato nel quale il 20% delle società quotate genera l'80% del valore di Borsa, e a sua volta il 20% (di tale 20%) genera l'80% della capitalizzazione e degli utili. È tuttavia interessante notare come, secondo alcuni osservatori, la regola 80/20 è causata dai limiti del mondo fisico, che, tendendo a spostare l'attenzione dall'80% dei fattori meno influenti verso il 20% più influenti, in qualche modo autosostiene questo rapporto. L'avvento della new economy ha permesso di sperimentare nuovi modelli economici che infrangono in maniera del tutto evidente il principio[4][5]. Ad esempio la distribuzione del fatturato di Amazon.com e di eBay è estremamente frammentata, ed entrambe le aziende raccolgono elevati margini proprio sugli articoli che sono distribuiti lungo la "coda" del diagramma di Pareto. Un cambiamento del tutto analogo sta avvenendo per quanto riguarda l'industria discografica e la distribuzione via internet di musica. Wikipedia


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sabato 20 settembre 2014

101 STORIE VERE


Tutti nella vita abbiamo momenti di sconforto e di forte bassa autostima. Non dobbiamo dimenticarci però che ognuno ha le basi per arrivare dappertutto.

Eccovi degli esempi reali da tenere sempre in mente in questi bui momenti.


1- Winston Churchill dovette ripetere la prima media. La sua vita fu colma di sconfitte e delusioni. Divenne primo ministro quando aveva ormai sessantadue anni.

2- Nel 1962 i grandiosi Beatles furono rifiutati dalla Decca Recording Company con questa frase “Non ci piace la loro musica, e la chitarra è fuori moda“.

3- Kipling Rudyard si vide recapitare la recensione negativa del suo romanzo nella quale c’era scritto “Mi dispiace signor Kipling, ma lei proprio non conosce l’uso della lingua inglese…”. 8 anni più tardi vince il Premio Nobel della Letteratura.

4- Richard Bach scrisse “Il gabbiano Jonathan Livingston”. Ben 18 case editrici rifiutarono di pubblicarlo. Nel 1970 la Macrnillan decise di farlo. Già nel 1975 aveva ormai venduto sette milioni di copie nei soli Stati Uniti.

5- Al primo provino cinematografico Fred Astair si sentì dire “Non sa recitare! Leggermente calvo! Sa ballare un po’!”.

6- Beethoven maneggiava con difficoltà il violino durante le lezioni. Il suo insegnante dichiarava spesso di considerarlo senza speranza come compositore.

7- L’insegnante di Enrico Caruso diceva che non sapeva cantare e che non aveva la voce adatta.

8- Albert Einstein non parlò fino all’età di quattro anni. il suo insegnante lo definì “mentalmente tardo, asociale e sempre perso nel suoi stupidi sogni”.

9- Un direttore di giornali licenziò Walt Disney per mancanza di originalità. Prima di costruire Disneyland andò in fallimento diverse volte.

10- Lev Tolstoj si ritirò dall’università e fu definito “incapace e non disposto a imparare“.


Fonte: ”Un Brodo caldo per l’anima” di Jack Canfield e Mark Victor Hansen
http://www.eticamente.net/8512/ti-senti-un-fallito-anche-loro-e-invece-guarda-dove-sono-arrivati.html


Attraverso 101 commoventi e intense storie impregnate di ottimismo, fede e vitalità, questo libro incoraggia alla positività anche durante i periodi di crisi e di cambiamento, poiché un atteggiamento positivo nei confronti della vita non può che essere costruttivo.

Chiunque, leggendo queste pagine, potrà lasciarsi ispirare e consolare dalle storie vere di gente comune che ha scelto di reagire con un sorriso di fronte alle avversità, ricordando quanto si debba essere riconoscenti del dono della vita.

Come tutti i precedenti volumi della serie "Brodo caldo per l'anima", anche questo nuovo libro raccoglie storie di speranza e di fede che ci fanno capire che ogni giorno c'è qualcosa di cui essere grati.


Brodo Caldo per L'anima. Pensa Positivo - Libro
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martedì 9 settembre 2014

I QUADRANTI DI KIYOSAKI



 I quadranti del Cashflow rappresentano uno schema ideato da Robert T.Kiyosaki per catalogare le quattro aree in cui una persona opera per generare reddito. 
Prima di andare ad esaminare questi quadranti vediamo cosa si intende per Cashflow (flusso di cassa). 
In termini contabili il cashflow è semplicemente la differenza tra le entrate e le uscite di denaro derivanti dalle tue operazioni finanziarie. 
Anche se detto così questo risulta semplice, avere consapevolezza di quale siano le caratteristiche degli attivi (entrate) e dei passivi (uscite), è determinante per la creazione della tua ricchezza. 
Spesso quello che succede è infatti che si comprano passività credendo che siano attività! 
Per molti la casa, ad esempio, rappresenta un attivo. 
Il più delle volte invece la casa è una passività in quanto genera uscite per il pagamento del mutuo. delle varie tasse, del pagamento delle utenze e del condominio e nei casi peggiori queste spese non vengono coperte da un flusso di cassa derivante da attività ma dal debito! 
Vediamo ora cosa sono i quadranti del cashflow. 
I quadranti del cashflow schematizzano le quattro categorie di lavoratori . 

1. Il lavoratore dipendente (D): guadagna lo stipendio attraverso un impiego e lavorando per qualcun altro. 
2. Il lavoratore autonomo (A): guadagna soldi lavorando in proprio. 
3. Il titolare d’impresa (T): possiede un’attività che genera soldi. 
4. L’investitore (I): ottiene soldi da investimenti, cioè soldi che generano altri soldi. 


Ognuno dei quadranti richiede diversi atteggiamenti mentali, emotivi, abilità tecniche e personalità. 
Trovarsi a produrre soldi in uno o l’altro quadrante non ha niente a che fare con quello che abbiamo imparato a scuola ma riguarda principalmente chi siamo nel profondo, i nostri valori fondamentali, i punti di forza, debolezza e i nostri interessi. 
A prescindere da quello fai a livello professionale, per generare ricchezza devi apprendere qualità proprie dei quadranti di destra (T-I). 
L’Intelligenza Finanziaria è la qualità principale; questa ti permette di creare rendite di denaro (Reddito Residuo) che in modo automatico fanno arrivare soldi nelle tue tasche indipendentemente dal tuo lavoro fisico. 
Per chiarire, un Reddito Residuo e quello che continua ad affluire nelle tue casse anche dopo che il lavoro che l’ha generato si è concluso. 
Oggi, il potere che deriva dall’uso di Internet e dallo sviluppo dei Network Marketing rende chiaro come creare reddito residuo sia alla portata di tutti. 
I quadranti di sinistra, il lavoro dipendente (D) o autonomo (A), sono quadranti in cui è molto difficile raggiungere la libertà finanziaria poiché le entrate sono limitate rispettivamente alla tua busta paga o al tuo lavoro personale. 
In quest’ultimo caso infatti andare in vacanza o allontanarsi dal lavoro per una ragione qualsiasi, comporta anche una cessazione delle entrate. 
Ciò non accade nei quadranti di destra dove, per il titolare di azienda (T) e l’investitore (I), non ci sono limiti alle entrate poiché i loro guadagni sono garantiti dal lavoro degli altri o dal rendimento dei soldi investiti (sono i soldi a generare altri soldi e non il lavoro fisico). 
Alla luce di quanto esposto, perché dunque la maggior parte delle persone continua a rimanere nei quadranti di sinistra? 
Il motivo è dovuto al fatto che il passaggio ai quadranti di destra necessita di un’intelligenza emozionale che ti consente di gestire tale trasformazione a livello emotivo. 
Quando si tratta di soldi e delle emozioni ad essi connesse, ognuno reagisce in modo diverso; ed è come reagiamo a queste emozioni che spesso determina in quale quadrante scegliamo di generare il nostro reddito. 
Per chi ad esempio ha un rapporto con il denaro più conservatore e meno propenso al rischio, è difficile decidere di operare come investitore o prendersi la responsabilità di gestire un’azienda ma riterrà più alla sua portata un lavoro dipendente o al massimo autonomo. 
Chiunque può cambiare Quadrante, ma ciò è diverso dal cambiare lavoro o professione. 
Vuole spesso dire cambiare se stessi nel profondo, come si pensa e come si vede il mondo. 
Dipende da come si gestisce il cambiamento che rende più o meno facile questo processo, visto che spesso questo cambia la vita e non tutti sono disposti a farlo. 
Il Network Marketing ti permette di affrontare il cambiamento e il passaggio dai quadranti di sinistra a quelli di destra in maniera “indolore”. 

Entrare a far parte di un Network Marketing significa acquistare a prezzi irrisori una quota di un’azienda già costituita. 
In questo modo passi nel quadrante di destra diventando un titolare d’azienda senza però tutti i rischi e gli esborsi che comporterebbe crearne una ex- novo. 
In un Network Marketing di Successo è infatti la casa madre che si prende cura di tutte le operazioni più complesse come la consegna del prodotto, la tenuta della contabilità ecc, lasciando a te la tranquillità di dedicarti alla costruzione della tua rete di incaricati e clienti. 
Le differenze fondamentali dei Quadranti. 
I Dipendenti “D”. 
Sicurezza e certezza sono le parole chiave dei lavoratori dipendenti; sono infatti queste due parole che consentono loro di rispondere alla sensazione di paura riguardo al rapporto con i soldi. 
Per loro i soldi non sono così importanti quanto il sentirsi sicuri. Spesso si sente loro dire: “per me i soldi non sono così importanti”. 
I lavoratori autonomi “A”. 
La definizione di questo gruppo è quella del “fai da te”, il loro motto è: 
“voglio fare a modo mio” 
oppure: 
“voglio essere il capo di me stesso”. 
Non amano far dipendere dagli altri la quantità del denaro che guadagnano ma vogliono che questo sia determinato dalla quantità e dalla qualità del lavoro che generano indipendentemente. 
La loro risposta alla sensazione di paura non è, come per i “D”, cercando sicurezza, ma assumendo il controllo della situazione agendo da soli. 
Appartengono a questa categoria medici, avvocati, dentisti, venditori a commissione, piccoli commercianti, ristoratori, consulenti, terapisti, artisti, ecc. 
Di solito sono dei perfezionisti e preferiscono fare le cose a modo loro perché pensano che nessun altro può farle meglio di loro. 
Da qui nasce la loro affidabilità ed è per questo che ci affidiamo a loro quando vogliamo che le cose siano fatte bene. 
Anche per questi non sono i soldi la cosa più importante quanto l’indipendenza e la libertà di fare le cose come vogliono e di essere rispettati come esperti nel loro campo. 
Quando ci si rivolge agli “A” è meglio dirgli cosa fare e poi togliersi di torno in quanto non amano avere supervisori o gente che controlla il loro lavoro. Difficilmente assumeranno dei collaboratori perché pensano che sia difficile trovare qualcuno all’altezza della situazione ed anche perché non vogliono formare dei potenziali concorrenti. 

I titolari d’azienda “T”. 
I “T” potrebbero definirsi l’opposto degli “A”. 
I “T” amano infatti circondarsi di persone a cui delegare il loro lavoro. 
Il loro motto è: “perché fare da soli quando c’è qualcuno che può svolgere il lavoro più velocemente e meglio di me?” 
Sono due le qualità fondamentali che deve avere un buon “T”, abilità tecnica negli affari e leadership. 
Avere qualità tecniche è possibile attraverso una buona formazione; non così facile è invece avere doti di leadership e cioè “l’abilità di tirare fuori il meglio dagli altri”. 
Quello che spesso succede, è che nel tentativo di avviare un attività si finisca per fare per conto proprio restando bloccati nel quadrante “A”. 
Perché un “A” si trasformi in un “T” deve usare le sue conoscenze per creare un sistema facendo in modo, altresì, che il suo lavoro sia supportato da terze persone e che il suo prodotto, oltre ad essere di qualità, sia distribuito da un sistema ben congegnato. 
Per avere successo come “T”, sono quindi indispensabili: 
a- la proprietà e il controllo di sistemi b- la capacità di guidare le persone. 
Gli investitori “I”. 
Gli investitori fanno i soldi con i soldi, non hanno bisogno di lavorare perché i soldi lavorano per loro. 
A prescindere dal quadrante nel quale ti trovi, se vuoi diventare ricco devi, alla fine, arrivare al quadrante “I”. 
E’ nel quadrante “I” che il denaro si converte in ricchezza. 
Il Network Marketing diventa dunque il tramite per crescere come titolare d’azienda per poi passare ad Investitore una volta che il tuo Cashflow genera entrate da destinare agli investimenti. 



lunedì 8 settembre 2014

PRESENTAZIONE 2 x 2 fa 4

QUESTA presentazione puoi illustrarla al tuo candidato
potenziale prima del programma in cui vuoi coinvolgerlo.
Tuttavia è un DOVERE assoluto mostragliela subito dopo avergli
presentato il tuo programma. Devi guidare il suo pensiero nella
giusta direzione sin dal primo giorno. La presentazione serve per
eliminare il pregiudizio che il candidato ha nel pensare di dover
andare a “sponsorizzare il mondo” per poter fare molti soldi nel
Multi-Level Marketing.
Questa presentazione gli mostrerà anche quanto importante sia
lavorare con le sue persone e aiutarle a partire. Questa
presentazione inizia scrivendo «2 x 2 = 4» e continua ripetendo la
moltiplicazione, come si vede nella figura.






































Scendendo di un altro livello arrivi a 81. Nota bene la differenza
tra 16 e 81. Focalizza l’attenzione del tuo interlocutore su questo
e chiedigli se anche lui la ritiene una bella differenza. Poi
sottolinea che la VERA DIFFERENZA è UNO: ciascuno
sponsorizza solamente UNA PERSONA IN PIÙ! Normalmente
avrai una reazione a questa affermazione, ma continua dritto,
perché diventerà ancora meglio.
E ancora una volta sottolinei: «Ora c’è una differenza
considerevole qui, ma…»
Avrai anche questa volta una reazione non appena il tuo candidato
comincerà a rendersi conto del concetto e probabilmente ti
interromperà dicendo: «…la VERA DIFFERENZA è che
ciascuno ha sponsorizzato solamente DUE PERSONE in più!»
Supponiamo ora che tu sponsorizzi 4 persone nel programma.
Spostandoti alla destra della colonna delle moltiplicazioni per 3,
scrivi un’altra serie di moltiplicazioni mentre ne parli.
«Vediamo ora cosa succede se ciascuno sponsorizza solo DUE
PERSONE IN PIÙ».
Mentre continui a scrivere, spiega che «Tu ne sponsorizzi 4 e
insegni loro a sponsorizzarne 4».


































difficile mettere in relazione i numeri della linea più in basso (16,
81, 256 e 625).
Dunque, ora collocati nell’ultima colonna, avendo avuto il tempo
di sponsorizzare 5 persone serie nel programma. Il “5” in cima
alla colonna rappresenta gli sponsorizzati che SERIAMENTE
intendono costruirsi un business in proprio. È probabile che tu
debba sponsorizzare 10, 15 o 20 persone per ottenere questi 5.
Tuttavia, appena hai compreso pienamente tutte e 10 le
PRESENTAZIONI FOGLIETTO, scoprirai che le tue persone
diventeranno serie PIÙ VELOCEMENTE di quelle che entrano in
organizzazioni che non fanno uso di questo materiale. Questo
libro ti insegnerà come lavorare con queste persone per farle
diventare serie PIÙ VELOCEMENTE.
Nota nella figura che, dopo aver sponsorizzato 5 persone, le quali
hanno sponsorizzato 5 persone, e così via giù sino in fondo…
sommando tutte queste persone (quelle nei cerchietti) ottieni 780
persone serie nella tua organizzazione. Facendo questo otterrai un
aiuto per rispondere alla domanda: «Non c’è qualcuno che deve
vendere il prodotto?»




































ciascuna qualcosina. Ma ricorda, stai lavorando solamente con 5
PERSONE SERIE, non con un esercito intero!
Siamo costantemente in contatto con persone facenti parte di altri
programmi di MLM, simili al nostro, stupite per la VELOCITÀ di
crescita delle nostre organizzazioni. Queste persone stanno
all’interno dei loro programmi da più tempo di noi, ma si grattano
la pelata chiedendoci: «Cosa fai tu che io non faccio?»
La nostra risposta è: «Con quante persone nel tuo PRIMO
SOTTOLIVELLO stai lavorando?» (il Primo Sottolivello
rappresenta le persone direttamente sponsorizzate da te; sono
anche detti distributori della “Front Line”).
Sento spesso numeri che vanno da 25 a 50 o ancor più alti.
Conosco persone nel MLM che hanno più di 100 elementi nel
loro Primo Sottolivello e che, ti garantisco, una volta che
comprendi i principi spiegati in questo libro, lascerai perdere nel
giro di sei mesi, persino se si trovano all’interno delle loro
organizzazioni da 6-8 anni.
Voglio fornirti un semplice parallelismo su questo punto, ossia
perché tutte quelle persone nel Primo Sottolivello non vanno
bene, e lo farò non appena ci addentreremo nella Presentazione
Foglietto #2 che tratta la “Sindrome del Venditore Fallito” nel
Multi-Level Marketing.
Considera l’ESERCITO, la MARINA, l’AERONAUTICA, i
MARINES o la GUARDIA COSTIERA. Dal soldato di grado più
basso al più medagliato generale del Pentagono, nessuno ha più di
5-6 persone che supervisiona DIRETTAMENTE (ci sono rare
eccezioni a questo). Pensaci! Pensa alle Accademie di West Point
e di Annapolis con più di 200 anni di esperienza ciascuna e
nessuno al loro interno pensa che qualcuno debba supervisionare
più di 5-6 persone. Dimmi quindi perché certa gente che entra in
una organizzazione di MLM pensa di poter lavorare
efficacemente con 50 persone nel proprio Primo Sottolivello.
NON SI PUÒ FARE! Ecco perché la maggior parte di esse
falliscono e vedrai nello specifico il perché nel prosieguo.
Non dovresti mai cercare di lavorare con più di 5 persone serie
alla volta. Tuttavia, assicurati che quando le sponsorizzi tu
cominci a lavorare per il gruppo verso il basso. Esiste un
momento in corrispondenza del quale non avranno più bisogno di
te e allora diventeranno indipendenti e cominceranno a sviluppare
un’altra linea per conto proprio. Ciò ti permetterà di dedicarti a
lavorare con un’altra persona seria, tenendo sempre in mente che
il numero di quelli con cui lavori direttamente sarà al massimo 5.
Alcuni programmi ti permettono di essere efficace con solo 3 o 4
alla volta, ma nessuno di quelli che conosco possono essere
costruiti efficacemente con più di 5 persone.
Queste PRESENTAZIONI FOGLIETTO sono tutte collegate
perfettamente, perciò di seguito troverai le risposte a molte delle
tue domande attuali.

Fonte La presentazione 45 secondi

venerdì 5 settembre 2014

I SONO IL RESPONSABILE

La gente ha milioni di modi per evitare la responsabilità. Ma nel momento in cui dici che qualcun altro – x, y, z – ti fa soffrire, allora non puoi fare nulla per cambiare. Cosa potresti fare? Quando la società cambierà e ci sarà il comunismo e ci sarà un mondo senza classi, allora tutti saranno felici. Prima non è possibile. Come puoi essere felice in una società povera? E come puoi essere felice in una società dominata dal capitalismo? Come puoi essere felice in una società burocratica? Come puoi essere felice in una società che non ti permette di essere libero?

Scuse, scuse e scuse – sono scuse per evitare la semplice osservazione che: “Io sono responsabile di me stesso. Nessun altro è responsabile per me; la responsabilità è assolutamente e completamente mia. Qualsiasi cosa io sia, sono io che l’ho creata.” Questo è il significato del sutra:

Riduci tutte le responsabilità a uno.

E quell’uno sei tu. Quando avviene questa comprensione:

Io sono responsabile della mia vita – della mia sofferenza, del mio dolore, di tutto ciò che mi è accaduto e che mi accade – io ho scelto che sia così; questi sono i semi che ho seminato e ora ne sto raccogliendo i frutti; io sono responsabile – una volta che questa intuizione diventa per te una comprensione naturale, tutto il resto è semplice. Allora la vita comincia a prendere una nuova svolta, si muove in una nuova dimensione. Questa dimensione è conversione, rivoluzione, mutamento – perché quando so di essere il responsabile, so anche di poter cambiare in qualsiasi momento decida di farlo. Nessuno può impedirmelo.

OSHO

iL VENTO DELL'INTENZIONE ESTERNA

Vi sembra di essere in balia di circostanze
che non siete in grado di cambiare.
Di fatto è un’illusione, una finzione
che si può smascherare facilmente, a volerlo.
Il fatto è che tutti noi, inconsapevolmente,
giriamo attorno a un circolo
vizioso: osserviamo la realtà – esprimiamo
il nostro rapporto rispetto ad
essa – e lo specchio fissa il contenuto di questo rapporto nella realtà.
Per trasformare la realtà bisogna uscire da questo circolo.
Guardate la realtà che vi sta intorno e credete che sia impossibile
cambiarla. È effettivamente così. Con la vostra intenzione
interna cercate di influire sul riflesso, ma non siete in grado di
esercitare un’influenza di un certo valore. Da questa parte della
specchio le possibilità sono troppo limitate. D’altra parte, siete
in grado di prendere sotto il vostro controllo il vostro rapporto
nei confronti della realtà, e così facendo permettete che a occuparsi
della situazione sia l’intenzione esterna. Per questa forza
non esiste nulla di irrealizzabile. Dall’altra parte dello specchio
esistono delle varianti di sviluppo degli eventi che la ragione
umana non è nemmeno in grado di sospettare.
Ebbene, per innescare il meccanismo dell’intenzione esterna
occorre realizzare il quinto principio speculare: occorre trasferire
l’attenzione dal riflesso all’immagine. In altre parole, bisogna
prendere il controllo dei pensieri, pensare non a quello
che non si vuole e che si vuole evitare, ma a quello che si desidera
e si ambisce raggiungere.
Date ancora una volta un’occhiata alla formula del circolo
vizioso. L’uomo si muove in senso letterale lungo questo circolo
speculare, come un asino. Legato allo specchio per il tramite del

suo modo di rapportarsi alla realtà (e cioè
con reazioni primitive nei confronti
degli eventi), egli cerca con la stessa
leggerezza di raggiungere il riflesso
nel tentativo di cambiare in esso
qualcosa. E ora proviamo a girare
il circolo speculare all’indietro:
esprimiamo il nostro rapporto – lo specchio fissa il contenuto di questo
rapporto nella realtà – osserviamo la realtà. Cosa otteniamo?
La constatazione primitiva e inutile del riflesso sparisce per
lasciare il posto a una constatazione intenzionata e finalizzata
dell’immagine. Al posto di esprimere, al solito, insoddisfazione
per quanto visto nello specchio, decido di dargli la schiena
e cominciare a formarmi nei pensieri quell’immagine che vorrei
vedere. Questa è l’uscita dal labirinto speculare. Il mondo
si è fermato, dopodiché mi si è mosso incontro. Ed ecco che
io già non corro, ma sto fermo sul posto, e ora è la realtà stessa
a venirmi incontro ed è già un nuovo vento quello che mi
soffia sul viso: è il vento dell’intenzione esterna.
Ho fatto tutto esattamente al contrario: ho interrotto il mio
insensato inseguimento dell’immagine, ho mollato il mondo
e gli ho permesso di districarsi da solo in conformità ai miei
pensieri. Il circolo speculare è rimasto comunque chiuso, però
ora non sono io a girare in cerchio ma è il circolo a girare da
solo, mosso dall’intenzione esterna. A sostituire la mia intenzione
interna è sopraggiunta quella esterna, giacché ho rinunciato
a ogni tentativo di influire sul riflesso. Semplicemente,
ma in modo mirato, formo nei miei pensieri
l’immagine che desidero, e lo specchio duale,
da solo, incarna in realtà il settore corrispondente
dello spazio delle varianti.
L’unica difficoltà sta nella singolarità
della situazione. È insolito che l’elemento
“osserviamo la realtà” sia sta

to spostato alla fine del circolo. L’uomo è più che altro abituato
ad agire secondo la regola: “Ripeto quello che vedo”. Egli invia
al mondo la sua visione e il mondo, come un’eco, gli rimanda
indietro solo una sostanza svuotata di senso: «Non voglio
che piova!» – «Che piova, che piova!»; «Non voglio studiare» –
«Studiare, studiare»; «Non voglio lavorare» – «Lavorare, lavorare
». Come risultato, nella realtà si incarna il contenuto raffinato
del modo di rapportarsi. Ci si può immaginare il monologo dello
specchio, stanco di tutte queste assurdità:
«Stai male. Ho capito, cosa ti serve per sentirti meglio?
Non vuoi. Forse ti deciderai finalmente a spiegarmi esattamente
quello che desideri?».
«Non ti piace. Su, fammi sapere mio caro, cosa ti serve?».
È tutto molto semplice. Bisogna cambiare il rapporto e trasformarlo
da negativo a positivo. Occorre fare un bell’inventario dei
pensieri e togliere da lì tutte le negazioni: non soddisfazione, non
desiderio, non accettazione, non approvazione, odio, mancanza di
fiducia nel successo. Bisogna prendere tutta questa immondizia,
metterla in un sacchetto e gettarla nella spazzatura. I vostri pensieri
dovranno essere orientati solo su quello che volete e che vi piace
fare. Soltanto allora lo specchio renderà un riflesso solo positivo.
È necessario capire che questa nuova realtà favorevole non
verrà formata subito. Servono pazienza e consapevolezza. Ora,
però, non è come prima: voi non reagite ai fattori della
realtà circostante ma prendete il comando di voi stessi e
inviate intenzionalmente al mondo i vostri pensieri-
forma. Malgrado l’apparente riflesso negativo,
sforzatevi di esprimere un rapporto positivo.
Certo, la situazione è, diciamo, insolita,
del resto cos’è meglio: trovarsi in balia delle
circostanze come la gente normale o disporre
del proprio destino a proprio piacimento?
L’umore delle persone si forma come reazione alle
circostanze positive o fallimentari che si sono sviluppa

te. La tendenza al negativismo, di norma, trattiene la disposizione
d’animo a un basso livello, ma bisognerà fare diversamente:
crearsi intenzionalmente un umore positivo. Già solo il fatto che
sono in grado di gestire la realtà mi basta per sollevare notevolmente
lo spirito. Con la mia intenzione scelgo i colori per la mia
realtà; indipendentemente dalle circostanze, mi posiziono su alte
note e faccio tutto ciò consapevolmente, non reagisco più primitivamente
ai fattori irritanti. Occorre farsi quest’abitudine. Per
creare l’umore giusto può venire in aiuto la diapositiva, un’immagine
musicale, visiva, a vostra scelta. Idealmente dovrebbe essere
una diapositiva che contiene l’immagine del vostro fine portato a
compimento e di voi pienamente soddisfatti del risultato.
D’altra parte, tenetevi pronti al fatto che per un po’
di tempo nello strato del vostro mondo non si noteranno
cambiamenti di sorta o addirittura si produrranno
eventi spiacevoli. Tenetelo presente ma non
scoraggiatevi: si tratta di disagi temporanei, dovuti
al “trasloco”, a un nuovo livello di rapporti con la
realtà. Sapete, infatti, che lo specchio risponde con
un certo ritardo. Quali che siano le circostanze,
bisogna continuare a seguire la propria linea e
sopportare con pazienza e tranquillità la pausa transitoria, durante
la quale non succede niente. Ci si deve comportare come nella
favola, dove si dice: «Se ti giri a guardare diventi di pietra!». Anche
se nello specchio sta succedendo un caos infernale, io so che
non c’è niente da temere: prima o poi in esso si rifletterà proprio
quell’immagine che io sto creando nei miei pensieri. Se non cederò
alla tentazione di voltarmi e rimarrò fermo sulle mie posizioni,
nello specchio si formerà la mia realtà. Andrà tutto come dico io.
Dovete guardare il mondo come se voi aveste già quello che
volete o foste in procinto di averlo. Ricordatevi che lo specchio
materializza quello che è nei vostri pensieri.

http://faregruppo.blogspot.it/2014/08/qulche-motivo-per-fare-nmm.html


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giovedì 4 settembre 2014

il mondo è uno specchio

Ma perché col tempo i colori della vita si fanno più opachi
e l’impalpabile serenità dell’infanzia viene sostituita da un’ansiosa
inquietudine? Forse perché con l’età aumentano i problemi?
No. Questo succede perché crescendo l’uomo acquisisce
la tendenza a esprimere il proprio rapporto negativo verso
i fenomeni del mondo. L’insoddisfazione è un sentimento più
forte della semplice soddisfazione suscitata da un’atmosfera
serena e confortevole. Non rendendosi conto che comunque,
nonostante tutto, è felice, l’uomo non si accontenta di quello
che ha ed esige dal mondo ancora di più. Le richieste del favorito
aumentano, egli diventa sempre più viziato e ingrato. Il

mondo, ovviamente, non fa in tempo ad accontentare le crescenti 
esigenze ed ecco che il favorito comincia ad avanzare
pretese a ogni passo. Il suo rapporto verso il mondo cambia:
«Sei diventato cattivo, mondo. Non mi dai quello che voglio!
Non ti occupi di me!». E in quest’atteggiamento negativo si
raccoglie già tutta la forza dell’unità di un’anima insoddisfatta
e di una ragione capricciosa.
Ma il mondo è uno specchio, e non gli resta nient’altro da
fare che allargare con fare deluso le braccia e rispondere: «Come
vuoi, mio caro. Sarà tutto come vorrai tu». Come risultato
la realtà, riflesso dei pensieri dell’uomo, cambia in peggio:
i motivi di insoddisfazione aumenteranno e ciò sarà ulteriore
causa di malcontento nei riguardi del mondo. È così che il beniamino
e il favorito di un tempo si trasforma in un brontolone,
abbandonato dalla buona sorte, sempre pronto a lamentarsi
e a inveire contro il mondo. Un quadro terribile. L’uomo
non si rende conto di essere causa dei suoi stessi danni.
Vedendo sul riflesso dello specchio dei lineamenti poco piacevoli,
egli vi accentua l’attenzione ed esprime automaticamente
il suo atteggiamento negativo, contribuendo così ad aggravare
la situazione. La realtà nel riflesso si offusca facendo seguito
all’immagine. È così che lo strato del mondo del singolo perde
la sua freschezza originaria per diventare più scomodo e cupo.
Indietro, però, si può tornare! Di nuovo si può ritrovare quel
senso di quieta serenità di allora, si può riassaporare
il gusto del gelato dell’infanzia, e il senso di
novità, e le speranze nel meglio, e le
gioie della vita. Tutto ciò si può
recuperare e farlo non è difficile,
anzi, è talmente facile che
si fa fatica a crederci. Ma non
bisogna credere, bisogna provare.
A nessuno viene in mente di
pensare che lo strato del mondo si
possa rinnovare,se si riesce a prendere 

il rapporto con il mondo sotto il proprio controllo
consapevole. Il mondo circostante si presenterà a
seconda di come riuscirete a gestire la vostra visione
di esso. Non si tratta di un vuoto invito a guardare
la vita con ottimismo, ma di un invito a intraprendere
un lavoro concreto, finalizzato alla formazione
della propria realtà.
A partire da questo momento, qualunque cosa succeda, imponetevi
la regola di tenere sotto controllo il vostro rapporto
con il mondo. Non importa se ora come ora non state bene come
vorreste. Comunque sia, le cose non vanno poi così male
e indubbiamente potrebbero andare peggio. Infatti,
non vi piovono addosso massi dal cielo, la terra non
vi arde sotto i piedi e non siete inseguiti da bestie
feroci. È vero, il mondo è cambiato molto
da quando avete cominciato a raffreddarvi nei
suoi confronti… Vi ricordate quando vi teneva
in braccio e vi cullava, quando vi nutriva
con le focaccine della nonna appena sfornate,
quando vi raccontava le favole? Ma siete diventati
grandi e tra voi e il mondo si è eretto un muro
di ostilità. La calda immediatezza si è trasformata
in allontanamento, la fiducia ha lasciato il posto alla
diffidenza, l’amicizia è diventata freddo calcolo. Ma il mondo
non si è arrabbiato e non vi ha abbandonato! Si è
semplicemente azzittito, ma è ancora lì, vi sta camminando
a fianco, meditabondo, come un vecchio
amico offeso da una vostra fredda trovata. Guardatevi
intorno: il vostro mondo si sta ancora occupando
di voi. Questi alberi e questi fiori sono stati piantati
per voi. Questo sole, questo cielo, queste nuvole… ora non vi
prestate più attenzione, ma provate solo un po’ a pensare: e se
non ci fossero? E la sera, quando rientrate a casa dopo una dura
giornata di lavoro, com’è piacevole ristorarsi e godere della

comodità della casa mentre fuori soffia un vento freddo e piove.
Il mondo, adesso come prima, vi nutre e vi mette a nanna.
Guardandovi e riandando nostalgicamente indietro col pensiero
a quei tempi felici, sospira sconsolato. Ma voi, indifferenti,
vi rivoltate nel letto e vi addormentate, nella piena convinzione
che il mondo sia peggiorato e che indietro non si possa tornare.
Allora riscuotetevi, aprite bene gli occhi, tiratevi su dal letto
e guardatevi intorno: è lui, è lo stesso mondo di prima, quello
che si occupava di voi e con cui avete passato giorni indimenticabili.
Vi potete immaginare come sarà contento quando scoprirà
che vi siete finalmente risvegliati dall’allucinazione? Ora
siete di nuovo insieme e tutto potrà tornare come prima. Però
non offendete più questo vecchio fedele servitore con il vostro
comportamento ingrato e, soprattutto, non abbiate fretta. Infatti,
in conformità al terzo principio speculare, il mondo ha
bisogno di tempo per ritornare al suo stato originario. All’inizio
vi dovrete armare di pazienza e autocontrollo, dovete capire che
state svolgendo un lavoro concreto finalizzato alla formazione
della vostra realtà. Il lavoro consiste precisamente in questo:
ogni volta che vi scontrate con qualche spiacevole circostanza,
di qualunque entità essa sia, anche la più irrisoria, affermate
per voi stessi la formula dell’amalgama. Sempre, qualsiasi cosa,
bella o brutta, succeda. Se vi arride il successo, non dimenticatevi
di confermare a voi stessi che il mondo si occupa veramente
di voi. Constatate quest’affermazione in ogni minuzia.
Quando invece vi scontrate con una circostanza fastidiosa, affermate
comunque che va tutto come deve andare, in base al
principio della coordinazione dell’intenzione.
Comunque si combinino le circostanze,
la vostra reazione dovrà essere univoca:
il mondo in ogni situazione si
sta occupando di voi. Se avete
fortuna, prestateci una particolare
attenzione, se invece non

è così, osservate ugualmente il principio della coordinazione
dell’intenzione così resterete sempre su una linea produttiva
della vita. Voi, infatti, non potete sapere da quali altri fastidi
vi sta proteggendo il mondo e in che modo lo stia facendo. Fidatevi
del mondo! Occorre imparare ad aver fiducia. Quando
si trova in una situazione complessa, l’uomo tende a far conto
sulle proprie forze piuttosto che su una favorevole coincidenza
di circostanze. Il bambino cresciuto si ostina a ripetere: «Faccio
da solo!». E allora il mondo, che lo teneva in braccio, lo mette
giù e gli offre la possibilità di arrangiarsi in modo indipendente:
«Va bene, mio caro, vai pure avanti con le tue gambe».
Sciogliete il ghiaccio della diffidenza. Ogni volta che vi
scontrate con un problema, piccolo o grande che sia, dite a
voi stessi: «Permetterò al mondo di occuparsi di me». Ciò non
significa che non dobbiate intraprendere alcunché e che dobbiate
restarvene con le mani in mano. Qui si vuol dire che
occorre abituarsi al pensiero che tutto si deve combinare nel
migliore dei modi di per sé, per definizione. Lo specchio rifletterà
immancabilmente la vostra rappresentazione: «Che sia
pure così, se ritenete che così debba essere».

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mercoledì 3 settembre 2014

FRASI PER MOTIVARSI



Non dire al mondo quello che sai fare, fallo e basta.Riccardo Oda

Per vincere l’unica cosa di cui abbiamo bisogno è osare, osare ancora e sempre
osare.Georges Danton

Scambiare il proprio tempo con il denaro è alla base della mentalità orientata
verso la povertà.Paul Mc Kenna

I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che
hanno nel loro profondo: un disiderio, un sogno, una visione.Muhamma

Come raggiungere un traguardo? Senza fretta ma senza sosta.Johann Wolfgang Goethe

Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo
avanti.Thomas Edison

Decidete che una cosa si può e si deve fare e troverete il modo.
Abramo Lincoln

Vai con fiducia nella direzione dei tuoi sogni, vivi la vita che hai immaginato.
Henry David Thorea

Il più grande errore che puoi fare nella vita è quello di avere sempre timore di
farne uno.Elbert Hubbard

Non aspettare che il vento gonfi la vela della tua fortuna. Soffiaci dentro tu.
Ugo Ojetti

Le persone possono dubitare di ciò che dici ma crederanno a ciò che fai.
Lewis Cass

“Porsi un obiettivo è la più forte forza umana di auto
motivazione.” (Paul J. Meyer)

“L’unico handicap nella vita è un atteggiamento
negativo.” (Scott Hamilton)

“Il segreto per andare avanti è iniziare.” (Sally Berger)

“Qualunque cosa vogliate fare, fatela adesso. I domani
sono contati.” (Michael Landon)

“Se non chiedi…non avrai.” (Anonimo)

“Quando assumete delle persone più in gamba di voi,
dimostrate di essere più in gamba di loro.”
(R.H. Grant)

“Dì al tuo gruppo ciò che ha bisogno di sentirsi dire e
non ciò che pensi vogliano sentirsi dire.”
(Anonimo)

“Tutti i nostri sogni possono diventare realtà se
abbiamo il coraggio di perseguirli.”
(Walt Disney)

“Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha
preso una decisione coraggiosa.”
(Peter Druker)

“Non lasciare mai che ciò che non puoi fare interferisca
con ciò che puoi fare.” (John M. Capozzi)

“Se altre persone l’hanno fatto prima di me, posso
anch’io.” (William Faulkner)

“Quando ti muovi nella direzione dei tuoi obiettivi,
niente ti può fermare.” (Anonimo)

“Ogni fallimento è solamente un’opportunità per
diventare più intelligente.” (Henry Ford)

“Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato
scartato è un altro passo avanti.” (Thomas Edis

“Abbi cari la tua vision e i tuoi sogni poiché sono i
figli della tua anima; impronte indelebili del tuo
successo finale.” (Napoleon Hil

“Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune
può raggiungere l’impossibile.” (Anonimo)


continua a crederci , anche nelle situazione avverse
e sara' impossibile fallire (Antar raja)

Collabora con me... info

lunedì 1 settembre 2014

La Via della Creazione Consapevole









eBook - La Via della Creazione Consapevole
€ 6.99

Questa singolare conversazione propone un percorso che ci permetterà di riscoprire la nostra natura divina e quel potere infinito che farà di noi i creatori consapevoli della nostra realtà. I tre autori ci conducono sul cammino della crescita personale attraverso un dibattito vivace e stimolante che cambierà completamente il nostro modo di percepire la realtà. Dopo aver letto questo libro la vita non potrà più essere la stessa..

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rimanere focalizzati

Dipende solo dal pensiero

Cosa mi fa affermare una cosa del genere? Se siete dei lettori assidui di questo blog avete sicuramente letto in qualche articolo precedente che il pensiero è la causa di qualsiasi evento accade nella nostra vita, bello o brutto che sia. Nulla infatti può esistere senza che sia stato prima immaginato al livello del pensiero.
Chi ha letto il mio libro La via della Creazione Consapevole” sa dell’esistenza dei due livelli su cui si basa qualsiasi creazione: il livello spirituale e quello materiale, e di come questi interagiscano nel processo di materializzazione della realtà.
Qual’è la chiave di questo meccanismo? Per comprenderlo dovete modificare il vostro punto di vista, e smettere di credere che il risultato finale dipenda dalla direzione presa.
Ricordate questo concetto fondamentale:
Il risultato finale dipende solo ed esclusivamente dalla nostra capacità di concentrarci sul risultato desiderato.
Nel caso del navigatore l’unica cosa importante è aver impostato la destinazione giusta. Non serve nient’altro, perchè quella singola informazione è più che sufficiente per fare in modo che possiate raggiungere la meta desiderata.
Possiamo affermare che il navigatore riesce sempre nel suo intento perchè è ‘focalizzato‘ sul risultato finale. E’ stato progettato per funzionare in quel modo, pertanto nulla al mondo potrà distoglierlo da quello scopo.
La parola magica allora è la ‘focalizzazione‘ del nostro intento sul risultato desiderato. Dato che è il pensiero a determinare qualsiasi cosa si manifesta nella nostra vita, l’unica cosa importante per la riuscita di qualsiasi iniziativa è focalizzarsi con tutto il proprio essere sul risultato voluto.
L’errore che comunemente facciamo è quello di pensare invece a tutti gli ostacoli che potremmo incontrare, finendo così col distogliere la nostra attenzione dalla soluzione, per concentrarla esclusivamente sul problema.
Qualcuno a questo punto potrebbe obiettare che analizzare i possibili problemi è importante per evitare di fare errori, e che stando seduti pensando solo alla soluzione finale non ci porterebbe da nessuna parte.
Apparentemente questo ragionamento potrebbe sembrare giusto, ma è importante arrivare a concepire il modo in cui le cose accadono veramente. Innanzi tutto, teniamo bene in mente che pensando ai possibili problemi non facciamo altro che ottenere la materializzazione di quei problemi.
L’altro aspetto importante da considerare è che l’Universo esaudisce immediatamente il nostro desiderio, anzi più esattamente quel desiderio è già esaudito da qualche parte nello spazio-tempo. L’Universo quindi si mette subito in moto per condurci a quel risultato, esattamente come farebbe un navigatore GPS. Ed esattamente come fa un navigatore GPS, ci da costantemente indicazioni per portarci al risultato voluto. Come? Certamente non con una soave vocina che ci indica tutte le decisioni da prendere, sarebbe troppo bello.
L’Universo ci indica la strada attraverso quelle che noi chiamiamo ‘coincidenze’. Lo può fare in qualsiasi momento e in modi del tutto inaspettati, come per esempio una frase che ci viene detta da un conoscente, o una telefonata improvvisa e inaspettata, o una intuizione che ci balza improvvisamente nella mente.
Insomma, abbiamo tutti gli strumenti per riuscire in qualsiasi impresa, e la cosa più interessante è che possiamo farlo indipendentemente dalla strada che scegliamo di intraprendere.
L’unica cosa davvero importante è rimanere focalizzati sulla soluzione finale, e prestare molta attenzione a tutti i segnali che l’Universo ci manda per metterci sulla giusta strada. Non preoccupatevi, perchè anche se ‘manchiamo’ qualche indicazione, l’Universo ricalcolerà immediatamente il percorso, e ci condurrà comunque dove desideriamo andare.
In altre parole, per chi sa come si fa è impossibile sbagliare.
Fonte
http://www.campoquantico.it/wordpress/impossibile-sbagliare/