venerdì 13 gennaio 2017

IL CODICE DELLE CREDENZE

Gli esperimenti dimostrano che il fulcro della nostra attenzione cambia la realtà stessa e indicano che viviamo in un universo interattivo.

Viviamo la vita sulla base di ciò che crediamo del mondo, di noi stessi, delle nostre capacità e delle nostre limitazioni.


La scienza è un linguaggio - uno dei tanti che descrivono noi, l'universo, il corpo umano e il funzionamento delle cose.

Se le particelle di cui siamo fatti possono entrare istantaneamente in comunicazione fra loro, essere in due luoghi simultaneamente, e perfino cambiare il passato attraverso delle scelte compiute nel presente, allora possiamo farlo anche noi.

Le nostre credenze hanno il potere di cambiare il flusso universale degli eventi - letteralmente, di interrompere e riorientare il tempo, la materia, lo spazio, e gli eventi che accadono al loro interno.

Allo stesso modo in cui è possibile eseguire un programma simulato che appare reale e da la sensazione di esserlo, alcuni studi indicano che l'universo di per sé potrebbe costituire l'output di un'antica e colossale simulazione - un programma informatico - iniziata molto tempo fa. In tal caso, conoscere il codice del programma significa conoscere le regole della realtà stessa.

Se pensiamo all'universo come a un programma, gli atomi rappresentano dei "bit" di informazione che funzionano come quelli che ben conosciamo nei nostri computer. Essi sono "on" in quanto materia allo stato fisico, oppure "off" in quanto onde invisibili.

La natura usa alcuni schemi semplici, auto-similari, e ricorsivi - i frattali - per organizzare gli atomi negli schemi a noi familiari che si rifanno a tutto, dagli elementi, alle molecole, alle pietre, agli alberi per giungere fino a noi.

Se l'universo è fatto di schemi ripetuti, allora la comprensione di qualcosa su scala ridotta apre un varco importante su forme similari presenti su larga scala.

Una credenza rappresenta un "programma" che crea schemi nella realtà.

Ciò che noi crediamo sia vero nella vita può essere più potente di ciò che altri considerano verità

Dobbiamo accettare il potere delle credenze per potervi attingere durante la nostra vita.

Una credenza si definisce in termini di quella certezza che deriva dall'accettazione di ciò che pensiamo sia vero con la mente, unito a ciò che sentiamo vero con il cuore.

Una credenza si esprime nel cuore, dove le nostre esperienze sono tradotte in onde elettromagnetiche che interagiscono col mondo fisico.

Le credenze, e i sentimenti che abbiamo su di esse, sono il linguaggio che "parla" alla sostanza quantistica di cui è fatta la nostra realtà.

La mente subconscia è più vasta e veloce della mente conscia, e può rendere conto almeno del novanta per cento delle nostre attività quotidiane.

Molte delle nostre più profonde convinzioni sono subconscie e si formano prima del raggiungimento del settimo anno di età, quando il nostro stato cerebrale ci permette di assimilare le idee degli altri.

Durante le grandi sfide della vita spesso scopriamo che le nostre credenze più profonde e nascoste vengono a galla e sono più soggette alla guarigione.

Le nostre credenze sul dolore irrisolto possono creare conseguenze fisiche aventi il potere di danneggiarci o perfino ucciderci.

Quando l'anima soffre, il dolore viene trasmesso al corpo fisico come qualità spirituale della forza vitale che immettiamo in ogni nostra cellula.

Gli stessi principi che ci consentono di ferire a morte noi stessi funzionano anche in senso inverso, permettendoci di guarire noi stessi riconducendoci nella vita.

Credere che alla base di tutto ciò che accade nel mondo ci sia una sola forza, o che ci siano due forze opposte e in lotta fra loro - il bene e il male - si riflette nel modo in cui noi sperimentiamo la vita, la salute, i rapporti e l'abbondanza.

Potremmo scoprire che sanare l'antica battaglia tra luce e oscurità riguarda non tanto l'idea di sconfiggere l'una o l'altra, quanto l'idea di scegliere di impostare un rapporto con entrambe.

Un miracolo possibile per chiunque è possibile per tutti.

In una realtà partecipativa, noi creiamo le nostre esperienze oltre a sperimentare ciò che abbiamo creato.

Nel 1998 gli scienziati hanno confermato che i fotoni sono influenzati dal semplice fatto di essere "osservati" e hanno scoperto che più intensa era l'osservazione, maggiore era l'influsso esercitato dagli osservatori sul comportamento delle particelle.

La regola fondamentale della realtà è che dobbiamo impersonare nella vita ciò che scegliamo di sperimentare nel mondo.

Tendiamo a sperimentare nella vita ciò con cui ci identifichiamo attraverso le nostre credenze.

Per motivi diversi, che riflettono le variabili delle nostre modalità di apprendimento, sia la logica che i miracoli ci permettono di raggiungere i recessi più nascosti delle nostre credenze.

Per cambiare le nostre credenze per mezzo della logica mentale, dobbiamo convincere noi stessi di una nuova possibilità attraverso fatti incontrovertibili che conducano a una conclusione inevitabile.

Il potere di un miracolo è che per noi non è necessario capire perché funziona. Tuttavia dobbiamo essere disposti ad accettare ciò che esso porta nella nostra vita.

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La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

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