sabato 5 marzo 2016

I pensieri sono come i canali del televisore ...

I pensieri sono come i canali del televisore, e l’uomo è semplicemente
un biotelevisore perfetto, in grado di connettersi a piacere
all’uno o all’altro settore particolare dello spazio, dove si trovano
questi stessi pensieri, “programmi televisivi”. E, similmente
a un televisore, l’uomo non “genera” i programmi, li capta.
Tutti gli esseri viventi del nostro mondo “sono connessi” a
un qualche programma. Le piante hanno i loro programmi,
rigorosamente fissi. Gli esseri che sanno strisciare, nuotare, correre,
volare, hanno dei programmi più flessibili, ma comunque
“cuciti” in modo piuttosto aderente, a livello di istinti. Solo
l’uomo è in grado di saltare liberamente e consapevolmente da
un “canale” all’altro. Purtroppo, però, egli non utilizza pienamente
questa sua possibilità e ciò a causa del fatto che si appassiona
troppo al “serial televisivo mandato in onda” nella sua
realtà. Questo serial, spesso triste, non finisce mai perché “il
telecomando” si trova bloccato sullo stesso tasto.
L’uomo, però, è in grado di prendere in mano “il suo telecomando”
e cambiare canale. Sì, la realtà non cambierà immediatamente:
all’inizio, per forza di inerzia, verrà trasmesso lo stesso
programma, ma se si insisterà a premere sul tasto giusto, il vecchio
serial lascerà progressivamente posto alle scene del nuovo
programma e alla fin fine la nuova realtà sostituirà completamente
quella precedente. Così si materializzano i pensieri. L’unica
condizione che bisogna osservare strettamente è la seguente:
affinché la forma-pensiero si materializzi, è necessario fissare su di
essa la propria attenzione a lungo e in modo sistematico.
Nella teoria del Transurfing ci sono diversi modelli “dimostrativi”
che illustrano come questo funzioni. Uno di essi è stato
creato in analogia al procedimento di sintonizzazione della radio
su una frequenza: le persone capitano su quella linea della vita i
cui parametri corrispondono all’“emissione mentale” che hanno
in testa. In altre parole, ci si trova nella realtà corrispondente alla
frequenza d’onda su cui ci si è sintonizzati.

Vadim Zeland



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