venerdì 24 giugno 2016

COME TROVARE UN FINE IN 7 PUNTI


DOMANDA
«Da quasi un anno sto mettendo in pratica i principi del Tran- surfing e vedo già dei risultati. Però c’è un problema: non riesco a trovare il fine della mia vita. Ogni volta che rifletto e mi metto in ascolto della voce della mia anima capisco con orrore che mi piacciono veramente solo alcune cose: il sesso, l’alcool e i video- giochi. Questo nonostante io abbia 33 anni. Come raggiungere il benessere materiale attraverso questa strada non posso proprio immaginarmelo. Ho sempre fatto (e faccio tutt’ora), un lavoro che non mi piace, e spendo un sacco di energia a lottare contro me stes- so. Se lei mi aiuterà e io troverò il mio fine, le sarò molto grato».

RISPOSTA
Solo lei è in grado di trovare il suo fine. Io posso solo proporre un algoritmo d’azione orientativo.

Punto primo. Punto di partenza nella ricerca è il postulato: il suo fine le attirerà tutto quello che le serve nella vita. In questo senso tutte le considerazioni sul tema “voglio ottenere questo e quest’altro” cadono da sole. Otterrà tutto quello che la sua anima desidera, basta solo trovare la strada giusta.

Punto secondo. In generale lei deve capire: cosa ama (può amare) fare, di cosa si vorrebbe occupare? Non intendo dire co- sa ottenere (questo l’abbiamo già chiarito) ma proprio di cosa si vorrebbe occupare, in cosa vorrebbe spendere la sua energia d’intenzione. Occorre capire che il fine non è un punto d’ar- rivo ma un percorso esistenziale, un modo di autorealizzarsi.

Punto terzo. Deve porsi la domanda: Quest’occupazione tra- sformerà la mia vita in festa? Per festa qui non si intende una cerimonia solenne in occasione dell’arrivo al punto di desti- nazione, ma la sensazione di una festa che è “sempre con te”. Questa sensazione sorge quando la vita diventa consapevole, piena, interessante, viva e gioiosa.

Punto quarto. La decisione dovrà essere presa nell’unità di anima e ragione, quando l’anima canta e la ragione si frega le mani soddisfatta. Ciò significa che per lei dovrà essere scontato che l’occupazione prescelta è cara al cuore, riempie la vita e non la lascia in condizioni di miseria. Per esempio, se lei avesse una passione per i ricami a punto croce, non significa che ciò possa essere il suo fine. La ragione non sarebbe d’accordo, non crede?

Punto quinto. Se per il momento, tra le occupazioni che lei ha preso in considerazione, non ci sono candidature accettabili, pro- vi a guardare al suo passatempo “non serio” sotto un altro punto di vista. Tutto ciò che si fa con disinvoltura e piacere ha un significato e un valore preciso. Per esempio, la passione per l’alcool potrebbe trasformarsi in una specifica professione, quella di produttore di vini o di sommelier. Le piacciono i videogiochi? Provi a inventare un suo supergioco, qualcosa che il mondo non ha mai visto, ma- gari non necessariamente nel campo dei videogiochi. Potrebbe ideare, per esempio, uno sconvolgente reality-show.

Il sesso? Provi a chiedersi: “Cosa manca alla gente in questa sfera, di che cosa ha bisogno?”. Di esperienza, di nuove cono- scenze, di nuove emozioni? Potrebbe, per esempio, imparare una
qualche tecnica particolare e fondare una sua scuola. O organizzare un’agenzia matrimoniale diversa dalle solite, che non si in- scrive negli standard comuni di questo tipo di attività. Volendo si può arrivare a creare qualcosa di inimmaginabile. Il principio fondamentale è quello di uscire dai ranghi comuni e andare per la propria strada. Creare un proprio pendolo, una propria religione.

Punto sesto. Se non le viene in mente niente di interessante, dovrà allargare i suoi orizzonti: andare dove non è mai andato, vi- sitare quello che non ha mai visto. Il compito della ragione nel pro- cesso di ricerca del fine non è tanto cercare quanto filtrare tutte le informazioni provenienti dall’esterno, prestando una particolare attenzione allo stato di benessere interiore. Non appena l’anima vedrà “qualcosa di Suo”, si riscuoterà e lei lo percepirà senz’altro.

Punto settimo. Occorre visualizzare la diapositiva della festa della vita. Si immagini un quadro che contenga tutti gli attri- buti della sua festa (yacht, macchine, club e tutti gli altri gio- cattoli cui l’anima aspira). Di che cosa dev’essere piena la sua vita? Cerchi, studi bene gli attributi che le servono, li misuri con l’intenzione di ottenerli in breve tempo. Lavori con questa diapositiva sistematicamente e allora l’intenzione esterna apri- rà le sue porte, le offrirà possibilità che non sospetta neppure. Proprio questo punto è il più efficace nel processo di ricerca del fine. Esso permette di vedere una via d’uscita lì dove apparen- temente non può esserci.

Vadim Zeland

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